Esiste una foto di te, da qualche parte, scattata prima di partire all’estero.
Prendila e osserva quella persona. La stessa persona è poi partita con una grande valigia e borse troppo pesanti e un indirizzo scritto su un foglio. In questo caso nessuna borsa è grande abbastanza per trasferire anni di una vita trascorsa in un luogo.
Quella persona non sapeva quasi nulla di quello che sai oggi e ciò che sarebbe arrivato. Sapeva che voleva di più, insieme agli effetti personali, tanta dose di speranza e determinazione.
Era una certezza.
Magari hai ancora gli appunti di anni fa, o ti sono rimasti i ricordi di quel quaderno scritto a mano con sopra un indirizzo e la lista di cose da non dimenticare in bullet points.
Quella lista racchiudeva anche messaggi che davi a te stesso, come “lavorare su qualcosa che conta”, “non spiegare più le mie scelte a nessuno”, “diventare qualcuno che decide, non qualcuno che subisce”.
Quella lista ti separava da chi eri a chi volevi diventare con quella scelta di prendere tutto ed andare a vivere altrove. Scelte fatte con più consapevolezza, scelte che senti completamente tue e non dettate dal giudizio degli altri.
Oggi, mentre rileggi quella lista, ti ritrovi con una carriera costruita all’estero. Hai raggiunto risultati concreti, hai imparato una lingua e una cultura che non erano le tue.
Ne hai fatta di strada.
Eppure resti a fissare quella pagina con una domanda che non ti aspettavi:
Tutto qui?
Un successo conquistato, ma con una sensazione che non riesci a raccontare facilmente,
come se mancasse qualcosa.
Quella lista potrebbe risuonare come un allarme, ora. La determinazione di allora, quella voglia di inseguire obiettivi, sembra essersi persa lungo il percorso. Ti chiedi cosa desiderare ancora, quando hai già costruito una vita e una carriera. Ti racconti la tua storia, ma la persona che la racconta oggi non è più quella che è partita tempo fa.
E la sensazione non passa.
La deriva. Come si forma senza che tu te ne accorga. (Una decisione alla volta.)
Non si cambia dall’oggi al domani. Il cambiamento arriva decisione dopo decisione. Accetti quel ruolo perché sembra la grande opportunità. E ti adatti. Ti adatti alla cultura del nuovo paese, così come ti adatti alla cultura aziendale. Tutto diventa parte di te. Tutti questi adattamenti, sommati negli anni, contribuiscono a costruire una nuova persona diversa da quella che è partita.
Tutto avviene in maniera inconsapevole.
Il problema non è cambiare, fa parte dell’evoluzione naturale. Il problema è capire cosa hai scelto con intenzione e cosa invece è successo perché la vita ha scelto per te.
Lo so perché ci sono passata anch’io. Ricordo quando mi sono ritrovata un giorno di fronte a questa realtà. Non è stato semplice accettare quel tipo di cambiamento. Mi sentivo cambiata, quello sì. Ma non avevo capito che stavo lasciando decidere alla mia vita, chissà da quando avevo smesso di sognare per me stessa.
Una realizzazione senza via di ritorno.
Il costo nascosto di questa deriva. (Non sai più cosa hai scelto tu.)
Chi non rivede mai la distanza tra chi era partito e chi è diventato rischia di continuare a inseguire desideri vecchi, mai aggiornati, dentro una persona che invece è cresciuta e cambiata nel tempo. Oppure, al contrario, rischia di sentirsi in colpa per desideri che ha conquistato, come se tradirli fosse un fallimento invece che una crescita.
Ouch!
Senza fare questo confronto, non puoi distinguere tra le due cose. Rimani con un vago senso di disallineamento senza sapere bene con cosa sei disallineato: con chi eri, con chi sei, o con nessuna delle due.
Le Due Fotografie. Fai il confronto adesso. (Chi eri, chi sei.)
Ora tocca a te!
Prendi due fogli. Nel primo scrivi cosa voleva davvero quella persona che è partita. Usa le parole che useresti allora, se riesci.
Nel secondo scrivi cosa vuoi davvero adesso, senza preoccuparti, seguendo il tuo istinto. Usa le parole di oggi, di chi sei diventato oggi.
Infine, confronta i due fogli e rispondi a una sola domanda:
Cosa, tra i due desideri, hai smesso di perseguire senza mai deciderlo consapevolmente?
Quella è la parte che merita la tua attenzione adesso, affinché tu possa essere consapevole di te stesso e dei tuoi desideri, come lo eri una volta. Prima che la vita iniziasse a decidere per te.
Cosa viene dopo. (Non è tornare indietro.)
Lo scopo non è tornare a essere chi eri tempo fa.
Lo scopo è imparare a osservarti con più consapevolezza, oggi.
Significa metterti al centro, invece di rimandare a domani. Altrimenti rischi di scoprire, per caso, un giorno, che quella lista è rimasta lì, in sospeso. Un po’ come i tuoi desideri.
The Next Chapter è una sessione di 90 minuti pensata esattamente per questo: dare un nome al tuo prossimo capitolo, e trovare il primo passo pratico da fare entro sette giorni.



