Il pensiero che sembra un fatto (e non lo è)
“Se non è perfetto, significa che ho fallito.”
Giulia me lo ha detto come se fosse una legge della fisica. Per lei era un fatto, non un’opinione su se stessa. Lavora a Londra come senior account executive nel financial services, e dopo mesi di feedback di un manager che le ripeteva che non era all’altezza, quel pensiero era diventato il metro con cui misurava tutto.
La voce più forte che ti tiene ferma non è quella del manager, e non è quella di chi ti guarda dall’Italia. È la tua. Sono i pensieri che ti ripeti così spesso da non distinguerli più dai fatti.
E quando hai costruito una carriera all’estero, dove sentivi di dover dimostrare che lasciare l’Italia era la scelta giusta, quei pensieri diventano più rumorosi. “Non posso permettermi di sbagliare” smette di essere una frase e diventa una regola.
Ti riconosci in Giulia?
Quando lo ha detto ad alta voce (e ha smesso di reggere)
Eravamo in sessione. Giulia stava raccontando l’ennesimo feedback del suo manager. Mesi di osservazioni che, una dopo l’altra, le avevano consumato l’autostima.
A un certo punto si è fermata e ha detto la frase che le girava in testa da tempo.
“Se non è perfetto, significa che ho fallito.”
Non l’ha detta come un’opinione. L’ha detta come un fatto, una regola che valeva per lei e basta.
Era demoralizzata, e il corpo lo mostrava: abbandonato sulla sedia, appesantito dallo stesso pensiero che tornava senza tregua.
Si aspettava che le dessi ragione. Che reagissi come il suo manager, con quel tono passivo-aggressivo che confermava, ancora una volta, che non era all’altezza.
Invece le ho fatto una domanda.
“Cosa stai proteggendo dietro questo bisogno di perfezione? Hai paura del giudizio o di non essere all’altezza?”
E poi una cosa sola: quel feedback, arrivato da un manager di passaggio, non definisce chi sei.
È lì che la frase ha iniziato a incrinarsi. Giulia ha capito che la soluzione non era puntare il dito contro se stessa. Stava da qualche parte tra quel pensiero e la consapevolezza che quel pensiero non era la sua realtà.
Il tuo Thought Audit (fallo adesso, mentre leggi)
Quello che ha fatto Giulia puoi iniziarlo adesso. Si chiama Thought Audit e serve a separare i pensieri che sono fatti da quelli che sono solo storie ripetute.
Scrivi i tre pensieri che ti ripeti più spesso sulla tua carriera in questo momento. Scrivili come suonano davvero nella tua testa, senza ammorbidirli.
Poi, per ognuno, rispondi:
• Qual è la prova concreta che è vero?
• Qual è la prova che lo contraddice, o che lo rende meno certo di come suona?
• È un fatto verificabile, oppure una storia, cioè un’interpretazione o una paura?
Una credenza non è un fatto. È un pensiero che hai ripetuto abbastanza a lungo da farlo sembrare vero.
Quanti dei tuoi tre pensieri si sono rivelati storie e non fatti? E quale di questi ha avuto più potere sulle tue decisioni?
Quello che i fatti le hanno detto (e non era quello che credeva)
Quando Giulia ha fatto lo stesso esercizio, abbiamo separato il fatto dalla storia.
Il fatto era uno solo: il manager aveva dato un feedback negativo. Tutto il resto, “quindi ho fallito, quindi non valgo”, era interpretazione. Giulia non poteva verificarlo da nessuna parte. L’opinione di una persona resta un’opinione, e non siamo obbligati a farla nostra.
Poi abbiamo guardato le prove che non riusciva a vedere.
La sua ultima promozione era arrivata mentre non si sentiva pronta. Per la prima volta gestiva un team. La perfezione non era stata il requisito. Qualcuno aveva visto in lei qualcosa che lei stessa faticava a riconoscere.
E il suo team la rispettava per come guidava, vicina ma capace di dettare le regole. La stimavano per il fattore umano e per la sua schiettezza.
Quando ha rimesso insieme i pezzi, la frase che si ripeteva da anni non reggeva più. Al suo posto ne è arrivata un’altra.
“Non sono fatta per piacere a tutti.”
Finalmente aveva trovato la sua voce, quella che era una gioia ascoltare.
Ora tocca a te
Qual è il pensiero che ti ripeti più spesso sulla tua carriera?
Quando lo metti sotto la lente, è un fatto o è una storia?
Condividerlo accanto a quello di altri expat è già il primo modo per togliergli potere.
💬 Lascia un commento
Ho creato Something Feels Off, un workbook gratuito in sette moduli per aiutarti a capire cosa non torna nella tua carriera e dove vuoi arrivare. Iscriviti alla newsletter per riceverlo direttamente nella tua inbox.




Ciao Marica, pezzo interessante. Il concetto di " Thought Audit" è molto interessante, effettivamente un consiglio utile. In the end, siamo tutti un po Giulia no? Ciao!